
E davanti a me il vuoto..
innocenti piccoli esseri
che da questo alto picco
mi riflettono in atti
usuali di vita vissuta.
Io sola con il silenzio
di questo luogo e
l’aria che si alza dalle cime
di alberi spogli,
con rovine di vecchie case
che suonano al vento l’abbandono
che in esse si è creato..
Compagno fedele e
mai vicino come adesso,
con la luce e il calore,
in questo tramonto di fine
marzo, il sole guida
la mia vista in lontananza
attraverso vie invisibili
di speranza.

Cadono, in un autunno
Scuro, come foglie di
Un albero detto vita,
verso un baratro di
inconsapevolezza,
questi corpi senza emozione.
E come farfalle
In primavera, le loro
Anime si schiudono
Dall’involucro che
Le teneva rinchiuse,
e volano via, verso
colori, anche se per
pochi secondi, prima
di esser catturate da
chi l’arte magica
cerca di apprendere
in un inutile
sforzo di sapere.
Solo costruendo
una nave gli
uomini si realizzano..
ma ora con qual
parola osar si
può tale fandonia..
ora ciò che conta
è l’uso spensierato
che mente umana
solo riesce a
captare.
Un sogno,
un immagine
e un avverarsi del
desiderio che
altrui mano non
può! Solo
l’uso disperato
della propria mente.

E nel sordo silenzio una voce giunge.
Odo la tale come un suon gioioso..
Le mie orecchie sorde, iniziano a percepire;
ed è come una luce che tagli il buio,
come un martello che abbatte il muro
che intorno a me si era creato,
come una mano..che pone fine al vorticoso
uso lussurioso del mio e altrui corpo.
Un calore che scioglie il ghiaccio
Attorno al mio cuore addormentato,
un compimento che sconvolge il mio pensiero..
e parole che ravvivano i miei sentimenti
tenuti a tacere da ciò che in me,
nido di vergogna,
aveva trovato.



Come un graffio